Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/1234/138
Title: Patricio Aylwin (dc) "Non è colpa nostra,,
Issue Date: 18-Sep-1973
Fond: La Stampa - anno 1973 
Type: Article
Related Event: Colpo di Stato in Cile 
Abstract: Drammatico appello alle forze democratiche mondiali Diplomatiei e personalità cilene a Roma sollecitano la solidarietà internazionale Riuniti gli ambasciatori costituzionali del Cile in numerose capitali, e dirigenti politici - I giornalisti parlamentari italiani chiedono che il nostro governo non riconosca il regime militare golpista (Nostro servizio particolare) Roma, 18 settembre. E' giunto stamane all'aeroporto di Fiumicino un primo gruppo di diplomatici delle ambasciate cilene in Europa e di altre personalità politiche. Erano ad attenderli l'ambasciatore del Cile a Roma, Carlos Vassallo, l'ambasciatore a Pechino Armando Uribe, dirigenti del pei e del psi. Il sen. Velodia Teitelboi, a nome dei diplomatici e delle altre personalità, ha fatto questa dichiarazione ai giornalisti: « Ringrazio vivamente il popolo italiano e le diverse organizzazioni politiche che hanno permesso di riunirci. Siamo anche immensamente riconoscenti per la condanna del golpe fascista da parte del popolo italiano e anche del governo. Abbiamo notizie che la resistenza continua. Nostro compito è quello di sostenerla. Il golpe ha potuto chiaramente contare sull'appoggio straniero. Il sacrifìcio del presidente Allende non potrà essere cancellato nel ricordo del popolo cileno ». L'ambasciatore del Cile a Roma, Carlos Vassallo, in occasione della festa dell'indipendenza nazionale cilena ha dichiarato: « In questo 18 settembre in cui si compiono 163 anni di indipendenza nazionale, ho deciso di sospendere qualsiasi celebrazione giacché un giorno di festa è divenuto quest'anno giorno di lutto nazionale. Il regime democratico del Cile, orgoglio della nazione ed esempio nell'America Latina, dopo più di 150 anni di stabilità istituzionale, è stato abbattuto con la forza delle armi, col rovesciamento del presidente Allende che ha immolato la sua vita in difesa dei diritti del popolo e del suo giusto desiderio di avanzare verso la giustizia e una veritiera e permanente libertà». Un appello a tutte le forze democratiche nel mondo è stato rivolto da Roma da rappresentanti dei partiti cileni che compongono « Unità popolare ». L'appello è stato letto ai giornalisti nella sede della stampa estera. Prima della conferenza-stampa i dirigenti politici cileni hanno tenuto una riunione con gli ambasciatori del governo costituzionale a Roma, Belgrado, Bucarest, Budapest, Praga, Pechino e nella Germania orientale. L'appello dice tra l'altro: « Il governo del presidente Allende ha la colpa di aver aperto la strada ad una trasformazione profonda della società costituendo un governo del popolo, formato dal popolo, per il popolo. Il suo delitto è stato di volere il Cile per i cileni, un Paese padrone di se stesso e non una fattoria a beneficio dei consorzi internazionali. (...) Sollecitiamo con urgenza che si mettano in movimento le persone e le forze che apprezzano la dignità dell'uomo affinché sia posto termine in Cile alla caccia all'uomo. Chiediamo che la solidarietà si manifesti in mille forme. Chiediamo che messaggi in questo senso vengano inviati al segretario delle Nazioni Unite, agli organismi nazionali e internazionali incaricati di vigilare sui diritti dell'uomo. E' per noi ragione di commozione avere la certezza che il Cile non è solo in questo difficile momento. Sappiate che nel giorno anniversario della nostra emancipazione il popolo cileno conferma al mondo la sua fiducia nell'esito definitivo della sua lotta, elevando il suo grido di battaglia e di speranza: vinceremo ». / giornalisti parlamentari italiani hanno rivolto un appello al governo, agli uomini politici e alle organizzazioni di categoria per ribadire l'impegno di un intervento a favore dei giornalisti cileni e di tutti i democratici del Cile. Dopo aver espresso la solidarietà ai colleghi cileni l'appello dice: « Condanniamo nel modo più assoluto i responsabili del criminale colpo di Stato iniziatosi con l'assassinio del legittimo Presidente della Repubblica, con lo scioglimento del Parlamento e con la soppressione di tutte le garanzie costituzionali. I golpisti cileni cercano ora di imporre il potere con la forza delle armi e col massacro di migliaia di democratici e puntano su una congiura del silenzio per legittimare il regime fascista ». V appello chiede al governo italiano di non riconoscere la giunta militare, anche nella deprecabile ipotesi che essa riuscisse a soffocare l'eroica resistenza dei democratici cileni. Una messa in suffragio di Salvador Allende è stata celebrata stasera dall'abate Franzoni davanti a circa mille persone, all'interno dei mercati generali di Roma. Insieme con Dom Franzoni hanno partecipato al rito altri sei sacerdoti i quali, dopo l'abate. con brevi parole, hanno commentato il significato dell'iniziativa. La celebrazione si è svolta con la partecipazione di vari cattolici di comunità romane del «dissenso» e gruppi di lavoratori della zona. Sono stati letti messaggi di solidarietà della confederazione generale italiana del lavoro ed ha parlato un rappresentante della ambasciata cilena in Italia, il quale ha detto: « Continuate a pregare perché il massacro dei compagni cileni non continui ». Dom Franzoni, tra l'altro, ha detto: « Non stringerò mai la mano ad un vescovo che sia capace, dopo aver celebrato un Te Deum per l'avvento di Allende, di cantarne un altro in questo momento ».
URI: http://hdl.handle.net/1234/138
Appears in Collections:Archival materials

Show full item record

Items in DSpace are protected by copyright, with all rights reserved, unless otherwise indicated.